Manifesto

Un mondo accessibile, condivisibile, comprensibile, modificabile: per noi, questo è il significato di “digitale”. La capacità di tradurre ogni cosa, idea, sensazione in dati interpretabili da umani e macchine è una rivoluzione appena cominciata, che cambia tutto in profondità. Come ogni rivoluzione, porta con sé rischi e contraddizioni, possibilità e speranze; come ogni rivoluzione, deve fare i conti con la realtà, una realtà che cambia continuamente, che è già cambiata.

Oggi, usiamo il digitale in gran parte per fare meglio quello che già facevamo prima: per comunicare, comprare, ricordare, lavorare. Ma possiamo fare di più, possiamo vivere in un mondo digitale. In parte, è già così: pensiamo solo a cosa succede quando ci muoviamo per vie mai percorse prima, in cui ogni passo che facciamo viene guidato da una mappa, un’immagine digitale del mondo. Respiriamo aria e dati, assimiliamo cibo e informazioni, viviamo esperienze dove siamo presenti con i nostri corpi e dove arriviamo con le nostre reti.

Al tempo stesso, i due mondi sono separati: nel mondo fisico siamo a casa, in quello digitale siamo, ogni giorno di più, in casa di altri. Gli oggetti digitali sono anonimi, infinitamente replicabili, chiusi, mai completamente nostri, mentre quelli fisici hanno un grado di vicinanza, di unicità, di intimità enormemente maggiori. Manca ancora qualcosa di importante per realizzare una reale fusione tra i due mondi e portare, finalmente, nelle nostre vite le enormi potenzialità del digitale; anzi, mancano due cose, importantissime.

La prima è la consistenza: gli oggetti digitali sono evanescenti, quasi astratti. Posso copiare un file infinite volte e avere sempre lo stesso contenuto, ma ogni copia, nella sua identità, è anonima, indifferente. Per questo non possediamo mai davvero i nostri oggetti digitali, tanto che accettiamo di sottostare a limitazioni molto stringenti e, a ben vedere, poco fondate: quando un oggetto fisico è nostro possiamo adattarlo, trasformarlo, prestarlo, regalarlo e persino rivenderlo, ma spesso non possiamo fare nulla di tutto questo con un oggetto digitale.

Infatti, la seconda cosa che manca è la riconoscibilità: se gli oggetti sono anonimi, non hanno nessun rapporto diretto con chi li ha fatti, con chi li usa e con chi li possiede. Definire questi rapporti significa ricostruire gli scambi, le transazioni e le variazioni che ognuno di questi oggetti ha attraversato, attribuirgli una storia, renderlo unico e trasformabile al tempo stesso. Soprattutto, significa costruire tutta una rete di scambi e di rimandi, i cui nodi sono gli oggetti; significa superare ogni linea di demarcazione tra digitale e reale, in una rete delle cose e delle persone che crea continuamente nuove connessioni.

Per questo, consistenza e riconoscibilità vogliono dire libertà: un mondo digitale che abbia queste caratteristiche può liberare tutto il suo potenziale di trasformazione e di connessione, permettendoci davvero di superare ogni distanza e di trasformare ogni percorso in un viaggio, dove gli obblighi e i diritti hanno un fondamento reale nel modo migliore di usare le risorse.

Per noi, la blockchain è una straordinaria opportunità di dare consistenza e riconoscibilità al mondo digitale. Le soluzioni basate sulla blockchain, infatti, introducono tre passaggi fondamentali. In primo luogo, identificano ogni singolo oggetto, in tutte le sue versioni e transazioni; poi, documentano questi passaggi e le caratteristiche assunte dall’oggetto in ognuno di essi, in modo da renderlo completamente accessibile a chiunque, macchine comprese. Infine, distribuiscono il controllo di tutti questi processi in una rete orizzontale, dando a tutti il controllo di ciò che li riguarda e a nessuno potere sugli altri.

Abbiamo deciso di occuparci di blockchain per questo semplice motivo: perché è lo strumento chiave per realizzare, finalmente, le potenzialità della rivoluzione digitale. Le nostre idee sono qui, accessibili a tutti e liberamente offerte alla discussione; le nostre soluzioni, i nostri progetti nascono da questa visione e dalla capacità di realizzarla. Sappiamo bene che è impossibile percorrere questa strada da soli, non solo perché, probabilmente, non ne abbiamo le forze, ma soprattutto perché non avrebbe senso: cerchiamo compagni di viaggio, per vedere cosa c’è oltre l’orizzonte, fin troppo ristretto, delle solite cose.

Questo spazio serve soprattutto a proporre idee, a ragionare a voce alta, a fare il punto di quello che c’è in giro, a confrontarsi e a progettare il prossimo mondo. Noi siamo qui, e da molte altre parti.